Analisi del territorio

Integrazione con i “piani” del territorio

Il Piano della Luce è uno strumento di pianificazione autonomo pertanto non è un sotto-elemento ad esempio del Piano Regolatore Generale o PUC. Ciò non toglie che un Piano della Luce veramente efficace non solo deve essere aderente al territorio come ci appare oggi, ma deve intuirne e assecondarne i cambiamenti. Per questo motivo, qualora un Comune sia dotato di strumenti di pianificazione, il Piano della Luce partirà proprio dall’analisi di questi alla ricerca di sinergie. A tal fine i Sistemi Informativi Territoriali su supporto digitale consentono di sovrapporre con lo strumento informatico diversi temi di pianificazione (traffico, illuminazione, politiche ambientali, etc.) per avere un quadro complessivo dello sviluppo del territorio.

I dati che generalmente interessano alla pianificazione della luce sono contenuti nel Piano Regolatore Generale o Piano Urbanistico Comunale, nel Piano del Traffico e in tutti quei documenti che riportano le linee guida dello sviluppo territoriale dal punto di vista fisico, economico ed ambientale.

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Analisi della viabilità

La quantità e la qualità dell’illuminazione di un tratto stradale dipende sostanzialmente dalle caratteristiche di traffico che lo percorre. Ad esempio una strada urbana a traffico misto, pedonale ed automobilistico, deve raggiungere obiettivi illuminotecnici totalmente diversi rispetto ad un’autostrada. Pertanto individuare con precisione le tipologie di strade presenti sul territorio è il primo passo per una corretta pianificazione dell’illuminazione stradale. Ad ausilio di questa fase alcuni Comuni hanno a disposizione il Piano del Traffico. La visione del PT consente di effettuare considerazioni sull’illuminazione delle strade anche in chiave previsionale.

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Aree con sviluppo omogeneo

Le aree con sviluppo omogeneo vengono identificate in base a caratteristiche morfologiche (parchi, fiumi, etc), socio-economiche (aree agricole, residenziali, industriali, etc), storiche e climatiche. La suddivisione del territorio in sub-aree fornisce spunti e limiti alla costruzione della sua immagine notturna. Ad esempio di notte la luce può evidenziare con grande efficacia la presenza di un percorso storico che di giorno appare appena accennato.

Zone di protezione dall’inquinamento luminoso

In base alla disposizioni di alcune leggi regionali, le aree in prossimità degli osservatori astronomici riconosciuti sono aree da tutelare da fenomeno dell’inquinamento luminoso. L’obiettivo è quello di creare un’area, attorno all’osservatorio, in cui non ci sia dispersione di luce verso il cielo in modo da garantire una corretta visione dei corpi celesti. In allegato a queste disposizioni legislative le Regioni riportano un elenco degli osservatori a cui applicare la fascia di protezione. L’elenco degli osservatori viene aggiornato periodicamente.

venetostellato

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