F.A.Q.

PRIC – PUL – PL – PIC – PICIL, PERCHE’?

Sono nomi diversi che bene o male si riferiscono allo stesso soggetto ovvero il Piano della Luce di un territorio. La confusione nasce dal fatto che essendo uno strumento di pianificazione relativamente giovane assume forme e denominazioni differenti su base regionale.

Pertanto:

PRIC Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale (denominazione da noi adottata)

PUL Piano Urbano della Luce

PL Piano della Luce

PIC Piano dell’Illuminazione Comunale

PICIL Piano dell’Illuminazione Comunale per il contenimento dell’Inquinamento Luminoso

CHI DEVE?

Tutti i comuni appartenenti a Regioni che si sono dotate di leggi sull’inquinamento luminoso.

CHI DOVREBBE?

Tutti. Il piano della luce non è solo un obbligo legislativo, ma uno strumento di risparmio economico, di tutela ambientale e di qualificazione urbana.

QUANTO COSTA?

Il costo di un piano dell’illuminazione dipende dal numero di punti luce e dall’estensione del territorio comunale. Altri fattori importanti in sede di stime economica sono la consistenza, la qualità e i criteri di catalogazione di eventuali dati sullo stato di fatto degli impianti ovvero tutte quelle informazioni che potrebbero semplificare il lavoro del pianificatore.

CHI LO REDIGE?

La legge parla chiaro, il PRIC deve essere compilato da professionisti autonomi slegati da interessi sul territorio. Pertanto diffidate delle società di fornitura di servizi e prodotti che regalano Piani della Luce, il rischio è l’invalidazione dei documenti.

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